Autonomia differenziata e LEP: il prezzo dell’uguaglianza
Dal punto di vista macroeconomico, un Paese cresce quando riduce le asimmetrie, non quando le istituzionalizza.
Questo concetto non è un ideale astratto. Descrive il funzionamento concreto dei sistemi complessi. Vale per l’economia, per le istituzioni, per le comunità umane.
E infatti l’Europa, quando ha deciso di rafforzarsi, ha fatto esattamente questo: ha investito nella coesione territoriale. Non per bontà d’animo, ma per interesse strategico. Ridurre i divari tra regioni non è mai stato un gesto di solidarietà fine a sé stesso, bensì una scelta di potenza: mercati più integrati, mobilità reale, crescita complessiva.
L’Italia, invece, sembra tentata da una strada opposta: trasformare le disuguaglianze in architettura istituzionale.L’Europa ricuce, noi rischiamo di separare
L’Un…