Lalegge numero 104/1992dà diritto ai lavoratori di astenersi dal lavoro in ragione delladisabilitàdi un familiare disabile bisognoso di assistenza.

La norma dedicata ai permessi è l’art. 33 della legge 104, il quale riconosce il diritto di fruire di tre giorni di permesso al mese, coperti da contribuzione figurativa ai lavoratori dipendenti, pubblici o privati:

che assistono una persona con disabilità in situazione di gravità non ricoverata a tempo pieno, se coniuge, parte di un’unione civile, convivente di fatto, parente o affine entro il secondo grado;in mancanza o decesso dei genitori o del coniuge o della parte di un’unione civile o del convivente di fatto, oppure se questi sono affetti da patologie invalidanti o hanno compiuto i 65 anni di eta’, il diritto e’ riconosciuto a parenti o affini entro il terzo grado della persona con disabilita’ in situazione di gravita’.detti permessi si cumulano con quelli previsti dagli articoli 32 e 47 del D.Lgs. n. 151/2001.

I lavoratori che hanno diritto a detti permessi hanno anche la priorità di accesso per quanto riguarda il lavoro agile o altre forme di lavoro flessibile.

Permessi legge 104: ipotesi particolari

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Il nostro ordinamento prevede poi ipotesi particolari in relazione ai permessi suddetti.

Fermo restando il limite dei tre giorni per assistere lo stesso soggetto in condizione di disabilità grave, il diritto al permesso può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti che ne possono beneficiare in via alternativa tra di loro.

Il lavoratore inoltre può assistere più persone in condizione di disabilità grave purché i soggetti destinatari della sua assistenza siano il coniuge, una parte di un’unione civile, il convivente di fatto, un parente o un affine entro il primo grado o entro il secondo grado se i genitori o il coniuge della persona con disabilità in situazione di gravità hanno compiuto i 65 anni di età o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o manchino del tutto.

Assenza requisiti e presupposti

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Si precisa infine che se il datore o l’Inps rilevano l’assenza o il venir meno dei requisiti e dei presupposti su cui si basano i permessi suddetti il lavoratore decade dai relativi diritti.

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